Dieta dei teenager, conta la classe sociale

12 novembre 2009 - pubblicato da Rossella Colapietra in Benessere,dieta

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Nei ceti medio-alti i ragazzi sono «naturalmente» più propensi ad alimentarsi bene e a considerare importante la forma fisica. Nelle classi sociali inferiori non è così, e il motivo lo sintetizza il Corriere della Sera online, che riporta la ricerca di Wendy Willis, ricercatrice dell’università dell’Hertfordshire che ha condotto l’indagine: «In queste famiglie c’è la preoccupazione del futuro, c’è insicurezza sociale ed economica: i bisogni pressanti sono ben altri, così la forma fisica passa in secondo piano».
La ricerca, promossa dall’Economic and Social Research Council anglosassone, ha indagato famiglie di ceto sociale medio-alto andando a misurare peso, alimentazione e stato di salute dei figli teenager e valutandoli anche attraverso questionari per capirne attitudini, pensieri, preoccupazioni. Lo stesso è stato fatto su adolescenti di ceto sociale basso, per poi confrontare i dati ottenuti nei due gruppi. Il risultato racconta di una classe medio-alta in cui i genitori pensano al futuro dei propri figli cercando di educarli al gusto per il buon cibo e incitandoli a stare in forma per essere adulti «migliori»: nelle famiglie più agiate è infatti radicata la convinzione che una scarsa forma fisica comporti un peggior stato di salute da adulti e riduca la fiducia in se stessi dei ragazzi, diminuendo anche la possibilità di approfittare delle buone occasioni che la vita offrirà loro. Tutt’altra musica nelle famiglie dove arrivare a fine mese è assai più dura: mamma e papà vorrebbero ugualmente migliorare dieta e stile di vita dei loro figli, ma spesso non hanno le capacità sociali e culturali per riuscirci. E a volte, fatto non secondario, non hanno soldi a sufficienza per farlo. «Sappiamo bene che molti cibi a basso prezzo hanno una scarsa qualità nutrizionale – osserva Michele Carruba, responsabile del Centro di Studio e Ricerca sull’Obesità dell’università di Milano –. Ma questo non giustifica completamente il fatto, già ampiamente noto, che l’obesità sia più frequente negli strati sociali inferiori. Questo studio lo conferma, indicando che più ancora dei soldi è il contesto culturale a fare la differenza: spesso mancanza di cultura alimentare e povertà vanno a braccetto, ma l’educazione carente fa più danni della mancanza di denaro».

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