Dieta “Living food” (cibo vivo)

Dall’America ecco il nuovo “living food”, una dieta che basa le sue teorie su due principi di base: cucinare i cibi a bassissima temperatura e seguire un regime alimentare rigoroso e naturale.
Secondo questa nuova teoria è importante che i cibi vengano cucinati ad una temperatura di 42,2 gradi. In questo modo si mantengono gli enzimi intatti; l’eccessivo calore, infatti, potrebbe modificare pericolosamente la loro struttura.
Secondo i suoi promotori, questa dieta avrebbe tre vantaggi: sarebbe in grado di disintossicare, dare energia e fortificare il sistema immunitario.
Il “living food” prevede che si eliminino i cibi bianchi (farina e suoi derivati), lo zucchero, il riso bianco, i latticini, i fritti ed il fast food oltre ad alcuni tipi di verdure, quali barbabietole, melanzane, carote, il gran turco e le patate. Sono invece consigliati pomodori, mandorle, lattuga a volontà, sedano, molti semi (con la buccia), arance, mirtilli e fichi secchi.


















































